618 31. Il Santo ritornava dai paesi d'Oltremare
con un compagno, Leonardo d'Assisi. Sentendosi stanco morto
dal viaggio, montò momentaneamente su un asino. Il
compagno che seguiva a piedi e non era meno stanco, cominciò
a borbottare tra sé, preso da un certo risentimento
umano: «Non giocavano certo a pari e caffo i genitori
di costui ed i miei. Ecco, lui va a cavallo ed io, a piedi,
gli guido l'asino».
Mentre rimuginava questi pensieri, il Santo balzò da
cavallo: «No, non è giusto, fratello - gli dice
- che io vada a cavallo e tu a piedi, perché nel mondo
sei stato più nobile e importante di me».
Il frate rimase di stucco e arrossì sentendosi scoperto
dal Santo. Cadde ai suoi piedi: tra lacrime abbondanti gli
espose tutto il suo pensiero e chiese perdono.